La pulizia dei denti
"sciacqua, sputa e incassa"

Caro Paziente!

Non ti voglio tediare con l'ennesimo articoletto sulla pulizia dei denti. Il web ne è pieno.

Io ti scrivo del back-stage. Di ciò che sta dietro le quinte e di cui non si parla.

Hai ragione a lamentarti. Non v'è cosa peggiore della pulizia dei denti. Pardon, seduta di igiene orale, se no è troppo trivial. Soprattutto se hai i denti sensibili. Peggio ancora se colui o colei che te la fà ha la mano pesante. E' una procedura poco invasiva, dice lui il dentista. L'anestesia non serve. Ma quando l'incauta addetta ti graffia il colletto scoperto di un incisivo l'istinto è di tirarle un pugno sul naso. Fa un male porco.

E poi questi – i dentisti o le loro assistenti igieniste - ti chiamano in continuazione dallo studio. E fanno ancora quella rottura di palle delle mailing-list. Che qualcuno evidentemente ha insegnato loro essere un tool di marketing per diventare millionario in poche settimane. Roba preistorica. Con l'overflow di informazioni che abbiamo sui nostri smartphone come la vedi finisce in spam. In più adesso se non stai attento ti sanzionano pure se fai le mailing-list. I peggiori sono quelli che ti mandano il messaggio su WhatsApp del tipo: "salve sig. Massimo, sono passati 6 mesi dall'ultima pulizia dei denti approfitti dell'offerta della settimana: 3 pulizie al costo di due. Risponda subito a questo messaggio. Oggi è l'ultimo giorno!".

Una prece. Arrivano a farsi compatire. Forse qualcuno ancora ci crede alla buona fede del dentista-imprenditore preoccupato della salute orale dei suoi pazienti. L'essere umano è evoluto. Il web, la rete ha accelerato lo scambio di informazioni e la gente, le situazioni, il mercato cambiano velocemente. I pazienti oramai hanno gli anticorpi nei confronti della pubblicità naïve.

E poi quella cosa strana. Sospetta. Che ad ogni pulizia ti trovano sempre qualcosetta da fare. Quindi l'eterno dilemma: ma è proprio sicuro che sia necessario fare la carietta anche se non mi fa male, dottore? - La carie è una patologia del dente progressiva e irreversibile! - tuona il Prof. Pincopalla in TV al TG1, gestore di una delle tante aziende universitarie dove però le cure si pagano.

Balle.

Làvati i denti e vedrai che la carie si ferma e non progredisce. Lo ha detto anche la scienza ufficiale. Anzi il nostro organismo produce la dentina di reazione, che è di colore scuro, è durissima e protegge il dente. Ma così certo non si fanno più le fantastiche otturazioni in plasticaccia che vanno di moda oggi. Hanno proibito l'amalgama d'argento perchè contiene mercurio. L'oro non è estetico e costa troppo. Peccato che quelle otturazioni duravano 30 anni e più. Il mercurio ce lo becchiamo lo stesso con il sushi all-you-can-eat. Le plasticacce bianche invece dopo un paio di anni sono infiltrate e abrase.

Non è vero - grida all'unisono il coro degli opinion-leader al soldo dell'industria del dentale. E ti mostrano casi clinici bellissimi. Immortalati nell'inconfondibile diga blu nic-tone. Tutti pazienti che non masticano. Quasi sempre donne anoressiche con un tratto ossessivo. Che non hanno nient'altro da fare nella vita che compiacere il proprio dentista. Il Caravaggio dell'odontoiatria. Che le tiene 4 ore in poltrona per fare un'otturazione con i chiaro-scuri nei solchetti a riprodurre la realtà di una carie iniziale. A immortalare con centinaia di foto per i social il prodotto del suo narcisismo malato. Ma lui è l'unico uomo che passati i 50 anni ancora dedica loro un po' di attenzione e di cui sono segretamente innamorate. Prova a fare la stessa cosa al braccianta agricolo della bassa molisana o al muratore bergamasco.

Ma torniamo alla pulizia dei denti.

Io delegavo la pulizia dei denti ad una dottoressina del mio studio. Una brava ragazza ma che aveva in testa una gran confusione. La sua preoccupazione più grande era maritarsi. Altro che pulire i denti alla gente. Un giorno per caso ho fatto un'eccezione alla regola e ho fatto la pulizia dei denti io stesso a un paziente. Quando ho finito il mio lavoro di igienista lui – un uomo di 34 anni, scrittore, regista, autore di successo – con un sorrisetto sardonico mi ha detto – lo sai che differenza passa tra la pulizia dei denti fatta da te e quella che ho sempre subito da quella là? - Non saprei rispondo io. Perchè? - è come passare dalla c...a alla Ferrari ultimo modello!. Subito dopo mi ha benevolmente ricoperto di improperi per tutte le angherie-disattenzioni-incapacità come le ha chiamate lui subite dalla mia collaboratrice.

Ho ripetuto l'esperimento con altri pazienti. Il risultato nel 98% dei casi era analogo. Senza gli improperi. Si salvava un 2% di pazienti. Quelli per intenderci che si fanno trapanare un dente e dormono.

In TUTTI gli altri casi la stessa scena: il paziente si alza e dichiara – certo con lei dottore è tutta un'altra cosa!..

Mi viene spontaneo un elenco di cause che portano a ciò:

1.     l'effetto positivo placebo della personalità del capo;

2.     l'effetto negativo del "marchettaro" che lavora solo per i soldi;

3.     io sono un genio della pulizia dei denti;

4.     per fare la pulizia ci vuole il microscopio;

 

1. L'effetto positivo placebo della personalità del capo.

Certamente il capo, il boss, colui su cui grava la responsabilità di una struttura è investito di un'autorevolezza maggiore nei confronti del paziente. E' molto più facile far scattare il transfer. Ma non basta. Perchè se tu fai male a un paziente o non lo ascolti lui è come un bambino o un cane: se ne accorge ancor prima di te. Causare dolore è a priori deleterio al fine della riuscita di qualunque terapia.

2. L'effetto negativo del "marchettaro" che lavora solo per i soldi.

Il marchettaro tipicamente indossa una maschera neutra. Interagisce con il paziente solo a livello superficiale evitando il transfer (clicca il link ad un mio scritto sull'argomento). Della serie parlo del tempo, delle vacanze, di calcio o politica che è poi la stessa cosa, ma non mi sforzo assolutamente di "conoscere" chi ho di fronte. Ho inserito il pilota automatico. Faccio quello che devo fare mentre ascoltiamo un pò di musica e fra una sputacchiata e l'altra mi porto a casa i miei 20-30-50 euro a pulizia. Al venerdi pomeriggio mi porto il trolley bagaglio a mano direttamente in studio che l'unica preoccupazione è non perdere l'aereo per Ibiza per un bel weekend di sballo. Al marchettaro del tuo paziente non frega assolutamente niente. Se anche non torna più, lui, il marchettaro, andrà a fare le marchette in un altro studio. Il paziente percepisce il disinteresse dell'operatore e il primo sintomo di ciò è che salta gli appuntamenti senza avvertire. E' un modo regressivo infantile di comunicare il suo disagio allo studio e a te che sei il capo. Come i bambini che a 5 anni si fanno ancora la cacca addosso. Stanno lanciando un messaggio chiaro alla loro mamma.

3. Io sono un genio della pulizia dei denti.

Forse fare la pulizia dei denti richiede un iter di studio lungo come il mio: 6 anni di medicina, 3 di odontoiatria, 5 di chirurgia maxillo-facciale. Forse il gesto tecnico è molto complesso. Non è alla portata di tutti. Men che meno di un operatrice igienista? O di un laureato in Odontoiatria?

Certamente no.

La pulizia dei denti non è un intervento di neuro-chirurgia ma potenzialmente è molto dolorosa. Quindi invasiva.

Inoltre. Durante la pulizia dei denti si possono cogliere molti aspetti clinici del paziente non solo riguardanti le condizioni di salute del suo apparato masticante. Pressione alta, diabete, malattie immunitarie, AIDS, tumori etc. lasciano segni evidenti in bocca. Se uno è in grado di leggerli. Ma soprattutto se uno VUOLE leggerli. Tutto questo non richiede un curriculum accademico da Premio Nobel ma solo una cosa: l'attenzione.

4. Per fare la pulizia ci vuole il microscopio.

Se chi te la fà usa degli occhiali ingrandenti o meglio ancora usa il microscopio si dice che veda meglio. In realtà risolve meglio nel senso vero della parola: distingue meglio 2 punti vicini.

Vedere è un'altra cosa. Nel mio studio la pulizia dei denti si fa solo al microscopio. Ma i miei collaboratori non ci vedevano lo stesso.

Per "vedere" non basta inforcare gli oculari e alzare l'ingrandimento. E' necessario un altro strumento: il cervello. Quella cosa che riceve le informazioni dalla retina dopo che sono state "smontate" e le riassembla integrandole con i ricordi e le emozioni.

Quindi non c'è super-microscopio o apparecchiatura digitale che possa servire se il cervello è in modalità off-line.

La ripetitività dell'operatività, la musica di sottofondo, il chiacchiericcio, facebook e instagram, la gente che va e viene intorno a te: tutto questo produce alienazione. Il cervello non è multi-tasking. Può processare un'informazione alla volta. Se le informazioni sono troppe lui funziona male. Durante la pulizia dei denti il cervello dell'operatore regolarmente si spegne. Mi è capitato di controllare pazienti subito dopo la pulizia eseguita da operatori diversi e trovare interi settori della bocca "dimenticati". Ma non per malafede. Semplicemente per un deficit di attenzione.

In conclusione

Il segreto di una buona pulizia dei denti come in qualsiasi disciplina dipende dall'atteggiamento mentale dell'operatore.

Spesso negli studi dentistici o cliniche, come usano chiamarle oggi i nuovi latifondisti del dentale, si pensa che per generare il cambiamento sia sufficiente fare discorsi cosiddetti motivazionali e immettere nuovi strumenti tecnologici nel sistema. E' come quando sento dire che nello studio si usa un macchinario digitale. Gli strumenti sono importanti e più sono visibili e più fanno cool – vedi il Laser che non serve assolutamente a niente in odontoiatria.

Gli strumenti sono sopravvalutati.

Ciò che più conta non si vede. Sta dentro le persone. Dentro l'anima dell'operatore. E' qualcosa di invisibile e sottovalutato. Che a noi medici e ai dentisti non viene insegnato. Quel qualcosa che in realtà costituisce la base del successo di qualsiasi terapia: si chiama mindfulness (consapevolezza) cioè

       la capacità di fare attenzione alla propria attenzione.

Io il microscopio ce l'ho. Il resto ... a Vostro insindacabile giudizio.

massimo mazza

www.massimomazza.it

 

Immagine al microscopio della placca batterica: il paziente dichiara di spazzolare i denti ogni volta che mangia!

 

Il tartaro nello spazio interdentale di denti in zirconia: visione al microscopio.

 

Blocco di tartaro subgingivale: immagine al microscopio (a occhio nudo non si vede).

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