La fine della vacanze – la depressione – frammenti di odontoiatria esistenziale

Sei lì seduto a guardare il mare. Hai consumato la vacanza. Una vacanza tradizionale stessa spiaggia stesso mare da 30 anni. I primi giorni tutto bene hai dormito per recuperare lo stress di fine luglio. Poi una noia mortale è calata su di te. Insieme alla noia la disperazione. Un senso di angoscia opprimente. Tua moglie è invecchiata. L'amore travolgente non c'è più. Quella cosa che doveva dare un senso alla tua vita è svanita nel nulla. Le sue rughe le borse sotto gli occhi la pelle flaccida sotto le braccia la cellulite fanno pandan con la tua pancia con un malinconico riportino dei pochi capelli sopravvissuti e con quella appendice inutile che ti trascini in mezzo alle gambe. Lei ti ricorda che stai morendo lentamente. Lei che era il simbolo della carnalità. Tu pensavi a 20 anni di avere a che fare con una dea. Non avevi capito che carnalità=decomposizione=morte. Avevi trasferito su di lei tutte le tue angoscie di povero essere mortale inerme nei confronti di una natura imprevedibile. Terrorizzato dalla morte. Convinto che l'amore può tutto. Poi giorno dopo giorno mese dopo mese ti sei reso conto dell'essere terreno che è. Del suo essere mortale. E lei stessa ti ha visto nella tua nuda cruda e inerme umanità. Non ti vede più come Zeus. Come colui che può tutto. A mala pena ti saluta al mattino oramai. Lei ha i figli che ha generato lei stessa. Lei un pezzettino di immortalità se l'è guadagnato. O quantomeno si illude. Tu non sei più dio e e lei non è più una dea. E la vita a due diventa un susseguirsi di piccole logoranti meschinità quotidiane. Senza nemmeno conoscerne il perchè. E durante le vacanze stando assieme forzatamente tutto il giorno c'è il picco dei divorzi o degli omicidi casalinghi.

Avevano ragione Otto Rank o Kirkegaard: la soluzione romantica non funziona. L'amore non risolve il problema esistenziale. Non può perchè l'oggetto d'amore è un essere terreno. Non è una divinità che può procurarti l'immortalità. Farti superare la morte. Difenderti dall'incontrollabile forza devastante della natura. Come quei poveracci del ponte di Genova. Stavano andando in vacanza molti. Alcuni invece andavano al lavoro pensando a quando sarebbero andati in ferie. Nessuno poteva immaginare che un ponte dell'autostrada potesse crollare. Improvvisamente una mattina ha deciso di smaterializzarsi. Le macchine che precipitano nel vuoto con il loro carico di vite umane. Innocenti vittime immolate sull'altare dell'ingovernabilità del caso.

Ma nemmeno la soluzione del Seduttore di Kirkegaard funziona. Costretto a fare il Casanova a vita per dare un senso all'esistenza. Passato l'attimo fuggente dell'amplesso si ritrova più vecchio e più vicino alla morte di prima.

Forse è la depressione da vacanza. Forse se avessi fatto un viaggio organizzato all'isola di Pasqua o il giro del mondo in 30 giorni saresti più contento. Meno angosciato. Ti sentiresti un po' più eroe. Perchè hai rischiato la vita facendoti 150 ore di aereo in seconda classe e sei tornato distrutto dai continui cambi di jet-leg.

Forse se avessi evitato di scegliere come il Seduttore di Kirkegaard saresti in questo momento in compagnia di una bella e fresca ragazza di 20 anni.

Perchè scegliere è angosciante. Scegliere significa rinunciare. Scegli una vita e rinunci a tutte le altre. Ma chi non sceglie è visto male. E' un opportunista, uno sfruttatore, un manipolatore. Uno che ti seduce e poi ti abbandona è un vampiro energetico. La scienza - il DSM5 degli psichiatri - lo classifica come affetto da disturbo di personalità. Kirkegaard molto più semplicemente nel 1800 ci aveva azzeccato:

il Seduttore è uno che ha scelto di non scegliere.

Tu invece sei lì seduto sotto l'ombrellone.

Tu hai scelto.

Tu sei uno che preferisce l'illusione delle certezze. Tu hai scelto di fare il Padre di famiglia. Hai scelto una donna. Hai cresciuto dei figli. Hai scelto un lavoro sicuro (così almeno ti dicevano e tu ci hai creduto!): il dentista. Tu ti senti un eroe perchè curi la carie fai le dentiere. Perchè hai costruito uno studio. Ti tieni aggiornato e vai ai corsi. Hai comperato una casa. Giri per il mondo. Cresci dei figli. Hai un conto in banca. Un'assicurazione sulla vita.

In realtà hai scelto la via più facile. Hai scelto quello che fanno tutti. Nessuna originalità. Hai scelto l'eroismo più economico. In offerta speciale. Quello indicato dalla società civile per i mediocri. Tutto scontato. Una noia mortale. Da affogare nell'alcool, nella cannabis o piuttosto nel consumo compulsivo. Così lavori sempre per pagare i debiti. Assecondi il mercato: crescita perenne. Espansione continua dell'io come la chiamano in psicanalisi.

Ma poi sei lo stesso insoddisfatto.

Più fai, più conquisti e più sei depresso. E la giostra gira sempre più velocemente. Tu fai sempre più fatica a tenere il ritmo. Guai a saltar giù. Ti ritroveresti solo.

Non c'è più nulla che ti possa dare conforto. Oramai è andata così.

Come diceva Nietzsche "Dio è morto". L'unico che poteva dare un senso a tutto 'sto casino che hai messo in piedi. Non c'è più la favoletta del template Cristiano-Giudaico "ma tu fai parte di un progetto divino, di un infinito, di una cosmologia del tutto, che sfugge all'umana comprensione". Questo era il jolly che il prete tirava fuori prima di darti l'assoluzione dal tuo peccato di presunzione. Dal tuo volere a tutti i costi capire il senso della vita visto che dobbiamo morire. Il peccato originale di Adamo ed Eva. Per questo sono stati cacciati dal paradiso. Perchè Eva era curiosa. Cercava di capire. E sono stati puniti. Mia nonna e tutti i filosofi erano daccordo su di un punto: stai lontano dalle donne.

Ma Dio è morto. Nessuno ci crede più. Sei diventato un nevrotico. Ma guai a toglierti la nevrosi che serve a reggere la bugia esistenziale che ti sei creato: l'amore è per sempre (via col vento), ama il tuo lavoro e non lavorerai un giorno (Confucio), tanti figli tanto onore (il Padrino), pensa positivo (Napoleon Hill) etc. etc. Tutte stronzate per farti lavorare di più e consumare di più. Infatti Steve Jobs ci è morto di tutto quel lavorare. Marchionne pure.

Il mare continua imperturbabile. Onda dopo onda. In 30 anni lui non è cambiato.

E adesso dove stiamo andando – pensa il filistino seduto sulla sua sdraio.

Adesso siamo nell'era di Homo Deus di Yuval Noah Harari. L'uomo che vuole diventare Dio. Il super-uomo. Scienza e tecnologia non si preoccupano più della fame nel mondo o delle malattie. Oramai sono tutti proiettati verso l'upgrade dell'essere umano. Ovviamente solo di alcuni esseri umani. Ci si preoccupa di renderlo più performante, più bello, più forte, più resistente alle malattie. Abbiamo decodificato il DNA umano e adesso siamo alla decodifica degli algoritmi biologici. Le neuro-scienze già da 20 anni hanno decifrato il meccanismo molecolare dell'apprendimento, della memoria, del pensiero. Tutto ciò che pensiamo, le nostre emozioni, i nostri ricordi non sono più un misterioso pentolone chiamato inconscio governato dal complesso di Edipo come scriveva Freud. Sono il frutto di reazioni biochimiche regolate da algoritmi biologici facilmente manipolabili. Decifrato l'algoritmo basta prendere la pillola giusta e ci scegliamo cosa provare, cosa sentire, cosa sognare (The brave new world – Aldous Huxley 1936). E gli algoritmi biologici sono replicabili. In algoritmi siliconici. Infinitamente più performanti. Che non si ammalano. Che sono immortali. Che non hanno bisogno del welfare o cure mediche. Solo aggiornamenti di software.

Noi - algoritmi biologici - non sappiamo nemmeno se i nostri desideri sono reali. Siamo facilmente influenzabili. Le macchine no. Nel codice sorgente è previsto tutto. Anche che cosa desiderare.

Noi siamo diventati una massa inutile di carne da macello. In Cina hanno istituito il rating dell'individuo. L'enorme massa di informazioni personali che noi come tanti coglioni regaliamo giornalmente con i nostri stupidi post sui social consente ad algoritmi sofisticati il controllo delle persone. Sanno tutto di noi. Noi comunichiamo cosa stiamo facendo, dove siamo, cosa pensiamo. Gratis. Ci conoscono meglio di quanto noi conosciamo noi stessi. Si perchè l'algoritmo non dimentica. Noi si.

Fanno il rating. Come nel serial Black Mirror dove a seconda del numero di like sui social, a seconda del rating, hai accesso a determinati servizi o meno. Sei classificato come essere umano di seria A o B o C.

All'ultimo convegno sul futuro del digitale a Milano organizzato da confindustria, 4000 persone presenti in sala, hanno presentato il postino-androide. Hanno comunicato l'elenco delle professioni che spariranno: tutte. Restano solo gli ingegnieri informatici e la fisica delle micro-particelle (quantistica), cioè i creatori degli algoritmi. Il creativo vero per ora resiste. Ma non si sa per quanto.

Presto non ci saranno più postini che sbagliano nel consegnare una lettera, commessi nei supermercati che fanno male i conti nel dare il resto, camerieri che confondono le ordinazioni, commercialisti che sbagliano le dichiarazioni dei redditi, infermieri che confondono le siringhe, medici che non azzeccano le diagnosi, dentisti che curano il dente sbagliato. Saranno tutti androidi.

Basta entrare in uno stabilimento della Toyota: gli esseri umani sono spariti.

Stiamo diventando inutili anche come soldati. Le guerre si combattono con i droni guidati da algoritmi e non con battaglioni di fanteria fatti di esseri umani.

Carne e sangue non servono più.

Bastano micro-chip in silicio e un pò di silicone.

A Torino hanno aperto il primo bordello con prostitute-androidi. Anche il sesso sarà tutto al silicone. L'androide una volta incorporati i tuoi dati diventerà il tuo uomo ideale. Il sogno nel cassetto di molte donne. Film come Blade Runner ci stanno solo suggerendo ciò che già è reale.

Quindi non servono più lavoratori, non servono più soldati. Non servono più le prostitute.

E allora a cosa serve fare figli? A cosa servono tutti gli extracomunitari che ci dicono essere utili al PIL? Sono tutti condannati alla disoccupazione. All'inutilità.

Se non serviamo più come forza lavoro e se siamo inutili come soldati siamo inutili anche come elettori. La politica non serve più. Conta solo chi possiede l'algoritmo più potente e più aggiornato.

Siamo un'umanità inerme impaurita putrescente perchè oramai obsoleta. Un costo per la società. Una massa enorme di persone che non sa cosa fare dalla mattina alla sera. Un problema enorme.

Ma chi comanda lo sa bene. Per questo dappertutto si sono inventati il reddito di cittadinanza. Ci stanno semplicemente mettendo in stand-by. Forse serviamo ancora come consumatori per tenere in piedi il mercato. Comunque occorrerà che qualcuno si occupi della psiche di tutta questa gente disoccupata. Tutto questo in attesa che crepino di tumore.

In realtà muoiono già intorno a noi come le mosche. Parenti amici conoscenti ricchi e meno ricchi famosi e meno famosi. Tutte povere pecore innocenti consumatrici di farmaci inutili. Infatti l'unico business in crescita è il medicale.

Siamo merce in scadenza. Quella che al supermercato mettono in prima fila sugli scaffali perchè se la comprino in fretta.

Ma come, ma se abbiamo decifrato il DNA e gli algoritmi biologici! Siamo pronti a prolungare la vita di super-individui fino a 150 anni. Possiamo interferire con l'espressione genetica. Sappiamo che la molecola CREB-1 attiva l'espressione di un gene e la CREB-2 la inibisce (Erich Kandel ) già dal 1959. E dopo 60 anni al ritmo di evoluzione tecnologica esponenziale che abbiamo ancora la gente muore di tumore. E l'unica soluzione è la chemioterapia che i tumori li provoca e non li guarisce.

Al, il computer di 2001 Odissea nello spazio è reale. L'intelligenza artificiale è auto-apprendente quindi impara e migliora. Si dice - le macchine sono intelligenti ma non hanno la coscienza – ma perchè serve una coscienza per vivere come viviamo noi? Che camminiamo per strada controlliamo Instagram e Facebook sul cellulare da mattina a sera?

E tu sei li che guardi il mare onda dopo onda infrangersi sul bagnasciuga. Aspetti una risposta alle tue domande.

Il tuo vicino d'obrellone dorme. Ebbro di cibo e alcol. Sua moglie si fa un selfie e posta su instagram il sole che tramonta. E scrive pure un suo profondissimo commento sulla fine delle vacanze.

Lui ha smesso di pensare.

Forse ha ragione lui.

Meglio l'oblio dell'inconsapevolezza.

 

massimo mazza

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