Il paradosso dell'ignoranza moderna
"L'eccesso di dati e il lusso del saper ignorare"

Informazioni = potere.

Sin dai tempi dei Sumeri – 4000 a.c. - chi sapeva leggere e scrivere controllava la società. Nella fattispecie erano i sacerdoti. Questi scrivevano le sacre scritture e stabilivano che cosa è giusto e cosa è sbagliato. Per tutti. L'algoritmo è sempre stato: raccolgo i dati -> ne distillo informazioni -> strutturo le informazioni in conoscenza -> trasformo la conoscenza in saggezza (Homo Deus – Y. N. Harari) . Questa modalità ha funzionato per 6.000 anni.

Adesso non funziona più.

La quantità di dati è diventata ingestibile per l'essere umano. Basta collegare un qualsiasi smart-phone alla rete. Nemmeno a un hikikomori - quei ragazzini giapponesi che stanno attaccati al tablet da mattina a sera senza uscire di casa per settimane - riesce di  processare la quantità di dati che arriva dal web. O a un hacker professionista.

E tu povero dentista che impazzisci a tappare buchi nei denti ti senti un coglione. Ti ritrovi tra un paziente e l'altro a controllare le mail, a guardare Facebook, a scorrere nevroticamente Instagram Pinterest Twitter o anche solo Google o i vari WhatsApp Viber o Telegram. Un dispendio di energie enorme nel tentativo di rimanere "aggiornato" che non porta a nulla. Le informazioni sono troppe. Alla fine non riesci ad acquisirne nessuna. Ovvero leggi ma non ti resta nulla. Una sorta di "malassorbimento intellettivo". Tenti di leggere un articolo alla velocità della luce. Magari ti soffermi solo se trovi qualcosa scritto in grassetto o in maiuscolo o formattato diversamente. Si perchè questi sono i "trucchi" della scrittura ipnotica. Cerchi disperatamente di arrivare alla conclusione. Senza nemmeno seguire il ragionamento dell'autore. Sei già proiettato al post successivo.

Hanno abolito la tua capacità critica. Quella razionale. E non te sei accorto.

 

Un pò di storia.

Negli anni '50-'60 arriva la TV. Il marketing incalza con la persuasione occulta in pubblicità. Ai consumatori si fornisce una quantità di informazioni impossibile da  gestire. Quando le informazioni sono troppe noi esseri umani non siamo più in grado di analizzarle con la parte razionale del nostro cervello. Il cosiddetto system 2 di Daniel Kahneman. La mente razionale è troppo lenta. Di conseguenza interviene la parte intuitiva o system 1 molto rapida ma molto influenzabile dalle emozioni. Invece di processare l'informazione con la corteccia cerebrale e solo dopo confrontarla con la memoria e le emozioni (top-down) avviene il contrario. Si attivano le zone del cervello sottostanti la corteccia (bottom-up): i nuclei della base, l'amigdala, il nucleo striato, l'ippocampo. In pratica tutto il sistema di funzionamento delle emozioni. E' la parte del cervello più antica da un punto di vista evolutivo. Serviva ancestralmente all'uomo primitivo per la reazione attacco-fuga. Quando c'era la tigre dai denti a sciabola che girava per i boschi. Adesso di tigri non ce ne sono più. Possiamo tranquillamente  camminare guardando Instagram sul cellulare. Non corriamo più nessun pericolo di vita. Ma il sistema limbico che gestisce le emozioni nel nostro cervello è rimasto tale e quale.

Economisti, Psicologi, Esperti di marketing, venditori porta a porta, venditori di corsi odontoiatrici ... tutti lo sanno bene.

Il nano-ipnotizzatore di casalinghe che ha governato l'Italia per 25 anni lo sapeva bene anche lui. Quelli della mia età ancora se la ricordano la trasmissione TV, il Drive-in. Tutta tette e culi.

In quel caso l'emozione prevalente era di tipo sessuale. Il target i maschietti in possesso di un minimo di testosterone.

Il seguito avveniva fornendo informazioni pubblicitarie associate al messaggio erotico direttamente o indirettamente. Per esempio un nuovo modello di auto o moto. Sempre associato all'emozione sesso. Tant'è che i maschietti ancora oggi pensano di fare colpo con una macchina costosa.

 

Come funziona.

Non potendo più processare le informazioni in modo razionale perchè sono troppe la mente razionale passa il compito a quella irrazionale: l'amigdala si scatena. Questo piccolo gruppo di neuroni posto al centro del cranio subito sotto alla corteccia cerebrale, quella che ragiona per intenderci, prende il comando delle operazioni. In modo fulmineo prende la decisione più confacente in risposta ad un messaggio emozionale. E' la nostra fine.

Le donne e i cani lo sanno bene. Il messaggio può essere di tipo visivo, uditivo, tattile o anche solo olfattivo. Il cane che ti abbaia contro sente l'odore della tua paura. Noi maschietti percepiamo i ferormoni della donna nel momento fertile (ovulazione). Loro percepiscono il testosterone. Tutto questo avviene inconsapevolmente.

La vittima non discerne più. Ha perso la sua capacità critica. E così ci ritroviamo sposati con la persona meno adatta a noi. Oppure con un leasing da pagare per un'auto che resta per il 98% del tempo parcheggiata in strada. Anzi ogni tanto la devi muovere altrimenti va pure in malora.

 

Il mondo di oggi.

Con internet e i social la  situazione è peggiorata ulteriormente. Oggi il vero potere consiste nell'inondare gli esseri umani di informazioni inutili. Sapere che cosa ignorare è diventato un lusso. Inaccessibile ai più. Come quando ti metti alla ricerca di un film da guardare. O di un libro da leggere. O di un corso in odontoiatria, peggio ancora.

Quando scorriamo instagram o facebook gli algoritmi già eseguono una selezione di contenuti al posto nostro. Nonostante questo i contenuti sono troppi. Guardiamo tutto e niente. Alla fine ci soffermiamo solo su ciò che colpisce la nostra emotività. Convinti di scegliere.

La quantità di informazioni in rete ha raggiunto una dimensione tale che nemmeno l'NSA americana riesce più a gestire la situazione. Ne è dimostrazione la politica burlesque degli USA negli ultimi 10 anni. Nonostante siano in possesso di tutte le nostre informazioni compreso quale tipo di carta igienica preferiamo.

Il trading azionario è un'altro esempio. Il numero di transazioni in borsa che avvengono in tempo reale da una parte all'altra del globo è diventato ingestibile per un essere umano. Oramai solo i software sono in grado di rispondere in tempo reale agli andamenti delle azioni in borsa. I trader umani perderanno presto il lavoro.

La politica si è messa in mente di porre un freno alla libera circolazione delle informazioni su internet ma non ce la fa. La mole di dati processata è tale da provocare uno sviluppo tecnologico più rapido di qualsiasi decisione politica.

Ma allora che ne sarà di noi? Chi governerà questa società degradata di zombi che vanno in bicicletta guardando il cellulare? L'imperativo categorico di Kant, la natura umana moralmente corretta a priori abbiamo visto essere in via di estinzione. Se chi deve fare rispettare leggi norme regolamenti morale o etica è esautorato perchè incapace abbiamo un vuoto di potere. L'essere umano adora essere governato (Freud). Quando c'è un vuoto di potere si scatenano le guerre per colmare il vuoto stesso (Marx).

Io non ci credo più alla favola del gruppettino di 20 signori con il sigaro in bocca riuniti intorno ad un tavolo a decidere le sorti del mondo. E' troppo anche per i Soros o i Rothschild. Loro possono al massimo intrufolarsi in questo casino e cavarne qualche soldo in più. Le informazioni da processare sono troppe per poter essere gli artefici del destino del mondo. Solo le macchine possono fare questo.

Quindi o siamo in balia di un intelligenza artificiale che si è evoluta da sola oppure semplicemente siamo alle soglie di un disastro globale.

Forse è perfettamente inutile cercare di acquisire più informazioni. In medicina l'eccesso di informazioni porta all'eccesso di trattamenti iatrogeni. Forse dobbiamo fermarci e fare uno step indietro prima che sia troppo tardi.

L'uomo della strada è ancora convinto che l'economia consista nel contadino che coltiva il grano, nell'operaio che produce automobili e nel consumatore che compra. L'economia oggi consiste nell'acquisizione di dati riguardanti i fatti nostri e nel convertire questi dati in decisioni imprenditoriali. E noi come tanti imbecilli siamo così presi dall'angoscia del non-esistere, dalla necessità di attenzioni che pur di far parte di questo fiume immenso di informazioni regaliamo pure i nostri dati biometrici al sistema.

Così che ci possa controllare meglio.

Viva la schiavitù in cambio di qualche like in più su instagram.

Viva l'ignoranza.

Questo è il paradigma.

L'unico nostro futuro.

Io non ce la posso fare ... sono troppo curioso.

 

massimo mazza

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