Nuota che ti passa, il mito senza tempo.

Una sera posto una mia foto su Facebook mentre sto facendo una serie di squat sedere a terra con 90 kg sulle spalle. Cito di avere sofferto di ernia del disco lombare e cervicale. Aggiungo una dedica ai luminari medici che mi volevano operare. E' una provocazione rivolta a tutti i miei colleghi che soffrono di mal di schiena. L'incubo del dentista.

Ma soprattutto è una provocazione considerando il nuovo andazzo modaiolo-salutista che impazza su internet. L'argomento esercizio fisico-dieta riempie Facebook, i forum, le prime serate in TV, i periodici da parrucchiere. Si materializzano opinionisti ovunque. Improvvisati del fitness e fanatici dell'Orthorexia, una sorta di nuovo disturbo alimentare in rapida diffusione. Naturalmente i più si limitano a riferire o ripostare qualcosa detto o scritto da altri. Senza avere un minimo di nozioni di base di medicina o quantomeno mantenere il beneficio del dubbio, aggiungendo dei "forse" e dei "se".
La mia esperienza personale
"Smetto di nuotare. Faccio SQUAT e la mia schiena finalmente sta meglio." Immediata la reazione su Facebook di coloro che hanno sempre creduto ciecamente nel dogma "nuotare fa bene – sollevare i pesi distrugge la schiena". Difficile da spiegare, ma, almeno nel mio caso, non è vero.


La storia
Sci, stagione invernale 1994. Una sera, dopo una giornata di folle su e giù con gli sci, mi chino per raccogliere il sapone nella doccia. Un dolore lancinante alla parte bassa della mia schiena. Il classico "colpo della strega". Improvviso. Lancinante. Sono per terra e non riesco più a muovermi. Paralizzato dal dolore. Terrorizzato da qualcosa che non conoscevo. Imbottito di antidolorifici e cortisone faccio la risonanza magnetica. Due ernie discali lombo-sacrali L4-L5 / L5-S1, nervo ischiatico intrappolato è la sentenza dell'ortopedico. Inizia un calvario fatto di farmaci, ortopedico, chiropratico, osteopata.
Dismetto qualsiasi attività che impegni la colonna vertebrale. Nuoto e basta. Comincio a ingrassare. Soluzione: mi dedico all'endurance, confidando nei benefici del nuoto. Nuoto 2-4 km, 3-4 volte a settimana. Sgroppate di 80-100 km alla domenica in bici. Corsa a piedi di almeno 10 km. un paio di volte a settimana. Mi distruggevo, felicemente imbottito di endorfine e soddisfatto di mantenere il mio peso intorno agli 80 kg. La schiena mi fa sempre male. Soprattutto durante il lavoro. Due-tre volte l'anno mi blocco e sono costretto a ricorrere agli antidolorifici o alle cure di un chiropratico o osteopata. Convivo con il dolore. Dopo un paio d'anni di tour de force inizio ad avere dolore alla spalla. A volte anche a ginocchia e anca. Nel 2002 inizio ad avere dolori al collo e intorpidimento della mano destra. Panico. Altra risonanza magnetica e diagnosi di discopatia involutiva e protrusione a livello di C5-C6 e C6-C7. Gli Ortopedici mi consigliano la chirurgia spinale.

Nel frattempo continuano con il ritornello "nuota che ti passa". Aggiungono solo di nuotare a dorso o stile libero, niente rana o delfino. E di evitare la corsa. Nel 2005 non riesco più a muovere la mia spalla destra. TAC e risonanza. La diagnosi: danneggiamento da usura e trauma della cuffia dei muscoli rotatori della spalla. Il muscolo sovraspinato è scomparso: atrofia degenerativa grassa post-trauma. L'ortopedico mi vieta qualunque tipo di attività fisica e mi consiglia la chirurgia. Forse ci vuole una protesi di spalla.

 

Cado in una profonda depressione. Mi sento menomato. Vecchio. Finito. Inabile alla professione. Ho 45 anni.
Per caso incontro il dottor Bloch, un chirurgo ortopedico tedesco a Lugano (Svizzera). Il numero uno al mondo per la protesi di spalla. Una brava persona. Un medico intelligente. Infatti, 5 anni dopo, a 58 anni smetterà di lavorare. Era stufo della medicina interventista-aziendalista. Percepisce la mia determinazione a guarire da solo e concordiamo di tentare la via del compenso muscolare. Mi consiglia di riprendere ad allenarmi, nuotando inizialmente e successivamente facendo i pesi in palestra.
Stupidamente continuo a correre 5 km 2 volte a settimana.
La spalla recupera. Non è perfetta ma almeno non peggiora. Mi trasferisco in una parte diversa della città, non ci sono piscine nelle immediate vicinanze. Per caso interrompo il nuoto e mi dedico solo alla palestra. Ne ho immediatamente un beneficio. Un anno dopo, finalmente abbatto l'ultimo dei miei tabu: se non corri ingrassi. Capisco che gli addominali si fanno a tavola, non correndo la maratona.
La fine della storia
Negli ultimi 12 mesi, a 55 anni, ho fatto il mio record personale di stacco da terra (155 kg) e di squat completo (100 kg). La mia spalla destra non fa più male. Non ho bisogno di alcun intervento chirurgico. La mia schiena è diventata di acciaio. Non ingrasso più anche se non mi alleno per qualche giorno. Mangio in media 3.500 calorie al giorno. Mi alleno 3 max 4 volte a settimana. I miei allenamenti non durano più di 60 minuti. Sto ottenendo più risultati con meno sforzo. Ho evitato la chirurgia. Il dottor Bloch è un genio!

 

La questione del "perchè il nuoto forse non fà così bene alla schiena".
Il nuoto è da sempre considerato la cura ideale per i problemi di schiena. Il medico generico e l'ortopedico hanno questo modello in testa. Forse non hanno provato personalmente come ci si sente dopo un 2 - 3 km di nuoto a stile libero. La schiena, il collo e le spalle gridano vendetta. Hai freddo e sei affamato come un lupo della steppa siberiana in inverno.
Peggio ancora se non si dispone di una tecnica adeguata.
Il dorso - può essere molto impegnativo per il collo se chi nuota non è condizionato in modo corretto. Si dovrebbe nuotare con una postura neutra del collo. La testa deve essere mantenuta in iper-estensione rispetto al collo. Dolcemente "adagiata" sul pelo dell'acqua. Così facendo i muscoli della schiena lavorano senza impegnare la muscolatura del collo. Non basta. Se si vuole evitare il coinvolgimento del muscolo ileo-psoas (che collega il femore alle vertebre lombari e quando và in ipertono causa il mal di schiena), bisogna evitare di muovere le gambe. Quindi tavoletta in mezzo alle gambe. In ogni caso, la cuffia dei rotatori della spalla è sottoposta a grande stress.
Stile libero - il nuotatore deve tirare la testa fuori dall'acqua per respirare, senza estendere e ruotare il collo. La schiena non deve andare in iper-lordosi. Deve rimanere neutra. Facile a dirsi, altra cosa è farlo. Il "rollio laterale" o oscillazione, consente di ruotare lateralmente tutto il corpo e di respirare senza impegnare il collo in un movimento di torsione-rotazione. Richiede anni di esercizio e grande "acquaticità". La carenza tecnica è la causa del mal di schiena e collo. In ogni caso la cuffia dei rotatori si usura. Il male alla spalla è garantito.
Osteoporosi - facendo un allenamento privo di stimolo gravitazionale il nostro scheletro, il tessuto osseo, non viene stimolato ad aumentare la mineralizzazione. Il sistema dei recettori RANK-L/RANK/OPG del tessuto osseo è attivato dal carico meccanico. Esiste infatti l'osteoporosi del nuotatore e del ciclista.
Le ossa diventano fragili. La schiena si indebolisce.
L'azzeramento del metabolismo
Il nuoto è un allenamento aerobico in ambiente relativamente freddo. L'allenamento aerobico prolungato (di resistenza) richiede molta energia. L'acqua fredda sottrae calore al corpo. Entrambi costringono il corpo a risparmiare energia. L'organismo si adatta e diminuisce il metabolismo basale. Quando non ci si allena, si tende ad ingrassare rapidamente. Il nostro corpo si è adattato a risparmiare energie. Il metabolismo a riposo è azzerato. Se non ci si allena si deve quasi digiunare, per mantenere il peso corporeo.
Il Sollevamento Pesi
Più muscoli significa più consumo di calorie anche dormendo. Il metabolismo basale è aumentato.
I pesi consentono di targetizzare con esercizi adeguati il lavoro dei muscoli della schiena a sostegno della colonna vertebrale. Ci vuole un allenatore professionista. Uno del mestiere. Che ti consenta l'apprendimento dello schema motorio corretto. Velocità e angolazione dei movimenti fanno la differenza tra chi in palestra ottiene risultati e chi si fa solo del male. La realtà: imparare ad eseguire lo stacco da terra o lo squat in modo corretto richiede anni di esercizio mirato. Questi due esercizi, se eseguiti bene, garantiscono una schiena perfetta.
La mia esperienza.
Sollevare pesi in modo corretto fa bene. Nuotare invece non sempre. Il sollevamento pesi è una sorta di meditazione. Si deve stabilire una connessione tra mente e muscolo interessato (Arnold Schwarzenegger). In caso contrario, non sarà possibile reclutare il numero massimo di moto-neuroni a livello cerebrale. Durante lo sforzo verrà coinvolto un numero inferiore di fibre muscolari. L'esercizio perde la sua utilità. Oppure è dannoso. E' necessario concentrarsi su ciò che si sta facendo. PREVISUALIZZARE il movimento.
Mantenere il nostro corpo in buona forma è un lavoro. Non è un passatempo ricreativo.
Ho rifiutato di credere a un dogma della medicina. Se così non avessi fatto a quest'ora mi avrebbero già operato 3 volte. In pratica sono guarito da solo. Forse non funziona così per tutti.
Ci vuole costanza e determinazione. Il risultato c'è. I muscoli ipertonici sono in grado di sostenere attivamente la colonna vertebrale. Non ho più mal di schiena. Posso stare anche 12 ore filate seduto al microscopio. Non nuoto più per guarire la mia schiena. Solo per diletto.

dr. massimo mazza

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