Live Surgery e la mente "orizzontale"
quando l'intuizione sale in cattedra

La sala congressi è gremita. Strano. I dentisti sono stufi di vedere sempre le solite facce. Le stesse noiosissime presentazioni. Farcite di citazioni bibliografiche. Di dati statistici irrilevanti a supporto del "qualunquemente scientifico". Oggi non si trova quasi un posto a sedere: c'è un intervento in diretta. Il reality show fa sempre audience. La gente vive di emozioni. Vuole l'adrenalina. Il sangue. Il pathos di chi è in diretta. Meglio se qualcosa va storto. Peccato che poi di solito sospendono la trasmissione.

              

                                            Immagine tratta dal sito mediaventures.be

L'attore principale, il relatore, si affaccia alla telecamera. Tenta di rompere il ghiaccio con il pubblico. Mantiene un tono di bonaria istituzionalità. Recita diligentemente qualche battuta. Verfremdungs effecte alla Bertold Brecht. Per innescare il distacco emotivo dello spettatore. Per ingraziarsene i commenti a cose finite.
Il paziente dorme.
Il protagonista non è lui, ma l'operatore. Oppresso da un'ansia da prestazione mal celata. Si sente osservato, giudicato, criticato. Cerca di rimuovere lo scenario. Il palcoscenico.
Dall'auditorio fremono. In sala operatoria sono in ritardo. Il commentatore in aula, cerca di prendere tempo, intrattenendo i "predatori di emozioni". Si, perchè si tratta di un banchetto. La cannibalizzazione dell'anima dell'operatore. Insieme a pop-corn e coca-cola. Come al cinema. Certo ci voglione le palle per stare al suo posto – commentano i più intelligenti.
Questo è ciò che si prova ad essere in diretta. Motivo per il quale solo pochi si avventurano nell'incognita del LIVE. Il timore di un linciaggio psicologico è reale. L'istinto di conservazione prevale.

        

Io sono convinto invece che si tratti di una grande opportunità formativa. La possibilità di imparare qualcosa di pratico. Reale. Utile.

I percorsi formativi tradizionali, scolastici e universitari, insegnano ad usare in modo logico le nozioni acquisite: a=b ; b=c quindi a=c.
Si chiama logica o modalità top-down o ragionamento verticale. Ha sede neurologicamente nella corteccia cerebrale. La parte del cervello che si è sviluppata per ultima nell'Homo Sapiens. Detta anche "razionalità". Per distinguerla dal sistema limbico, più antico e responsabile delle reazioni emotive.
Medici, Ingegneri, CEO di grandi aziende sono le categorie che per definizione utilizzano rigidamente la modalità di pensiero verticale. Artisti, scrittori, pubblicitari sono invece i creativi. I fautori della modalità di pensiero orizzontale o intuitiva. Sono eccentrici speculatori teorici. Menti vaganti. Senza focus. Gente strana. Con i capelli arruffati e scrivanie disordinate. Insofferenti alle regole e alle gerarchie.
Destabilizzanti in qualsiasi contesto sociale organizzato. In cambio hanno il guizzo geniale. Il "blink".


Un medico o un ingegnere si occupano di questioni socialmente e umanamente rilevanti. Devono infondere sicurezza. Guadagnarsi la fiducia delle persone che si rivolgono a loro. La società, noi tutti, invochiamo certezze. Pur sospettando che non esistono. I politici questo lo sanno bene. Loro infatti non hanno mai dubbi quando strombazzano i programmi post-elezione.
La realtà è diversa. Ce lo insegna la storia. All'origine della maggior parte delle scoperte epocali c'è sempre il caso, l'intuizione. Un soggetto singolo. Quasi sempre un eccentrico, un originale e spesso un contestatore. Uno che infrange le regole. Che osa varcare il limite del certo e conosciuto. Che non si accontenta del "...ma abbiamo fatto sempre così, perchè cambiare!".
Kary Mullis è un chimico statunitense, che passa dal fare lo scrittore, a gestire una panetteria per 2 anni, a diventare ricercatore presso un laboratorio che si occupa di DNA. Prende l'LSD e mette a punto la reazione a catena della polimerasi o PCR. Una scoperta che gli varrà il Premio Nobel nel 1993. La PCR consente di amplificare in vitro pezzi di DNA. Un'invenzione epocale che ha permesso ad esempio l'analisi del DNA. Quando aveva presentato l'articolo riguardante la PCR alla rivista Nature, era stato rifiutato.
Ignac Semmelweis era un medico-ostetrico di origine ungherese, che nel 1847 a Vienna, intuisce che le morti post-partum (febbre puerperale) nel reparto di ostetricia sono dovute a contaminazione da germi. Costringe tutti gli addetti del reparto, medici, infermieri e pazienti, a lavarsi le mani e migliorare l'igiene in generale. La percentuale di infezioni crollelerà del 99%. I colleghi più blasonati invidiosi rifiutano la sua ipotesi. Lo contestano pubblicamente. Lui perderà il lavoro e morirà in manicomio nel 1865. Nel 1864, un anno prima della sua morte, Pasteur confermerà l'ipotesi batterica delle infezioni.
Per-Ingvar Brånemark è stato il padre dell'osteointegrazione degli impianti dentali. Mentre stava studiando la dinamica del micro-circolo vascolare nella tibia del coniglio si accorge che le gabbie di titanio applicate nell'osso non si riescono a rimuovere. Sono saldamente ancorate all'osso. Anzi l'osso compenetra queste celle, quasi riconoscesse il titanio come una sostanza biologicamente compatibile. Un'intuizione e nasce l'impianto dentale a vite in titanio di grado IV. L'inizio di una nuova era in odontoiatria. Naturalmente ci vorranno 20 anni perchè la comunità scientifica, i difensori del pensiero verticale, riconosca il valore della scoperta.
Guglielmo Marconi nel 1901 vuole trasmettere dall' Europa agli USA un segnale radio. Si sente controbattere che è impossibile perchè la terra è rotonda e i segnali radio andrebbero dispersi. L'esperimento riesce e pochi anni dopo viene scoperto che la ionosfera è carica elettricamente e mantiene così la traiettoria delle onde radio lungo la curvatura terrestre.
Vincent van Gogh muore suicida nel 1890 a 37 anni senza che ancora ne sia stato riconosciuto il genio.
E così tanti altri come Cristoforo Colombo, Newton, Leonardo da Vinci. Tutte intuizioni.
Ma negli ultimi 100 anni la razionalità, il pensiero verticale si è sempre più indovato nel pensiero scientifico e non. L'uomo ha paura da tempo immemorabile. La società moderna fornisce l'ansiolitico: la scienza razionalista. La tecnologia risolve qualunque problema; stai sereno - ti dicono. Progresso tecnologico equivale a maggior sicurezza. Con l'avvento di internet sono iniziate le smentite. Santa Scienza Medica - o più elegantemente l'Evidence Based Medicine - è stata smentita pesantemente negli ultimi decenni. Molti sono i dogmi su cui la scienza è stata costretta a fare marcia indietro.
L'ultima recente smentita in campo medico riguarda il colesterolo: non è lui poveraccio, la causa prima dell'aterosclerosi e quindi dell'infarto miocardico, ma l'eccesso di zuccheri nel sangue. Questi provocano un'infiammazione costante delle pareti arteriose, che si irruvidiscono. Il colesterolo ci si aggrappa e si formano le placche aterosclerotiche. La tanto adorata Sinvastatina vedrà crollare il titolo in borsa.
L'intuizione è venuta a dei cardiochirurghi americani. Hanno fatto outing solo un paio di anni fa. Quest'anno improvvisamente sono comparsi sugli scaffali dei supermercati i prodotti senza zucchero: aranciate, biscotti, dolci, tutto senza zucchero. Almeno così è scritto sull'etichetta. Un silenzioso, ma repentino dietro-front. Nel silenzio assoluto dei media, internet a parte. I quali, anzi, al recente Expo milanese ancora hanno promosso la dieta mediterranea a base di carboidrati, cioè zuccheri.
La reticente industria mediatica, connivente con gli interessi politici ed economici del malaffare delle multinazionali, non si smentisce mai.

Ma cosa c'entra la diretta operativa con la modalità di ragionamento?
E' un'occasione per provare ad insegnare "dal vivo" un modo diverso di pensare. Come shiftare dal ragionamento razionale, verticale, logico - quello che ci hanno insegnato da sempre - al ragionamento orizzontale, intuitivo. Alcuni individui sono più portati, altri meno. Si tratta di esserne consapevoli al fine di potere sfruttare al meglio questo enorme potenziale della nostra mente.
Sono passato indenne attraverso 30 anni di professione e più volte mi sono confrontato con problemi inaspettati. Momenti in cui ti trovi da solo a prendere rapidamente delle decisioni. Decisioni che possono aiutare o compromettere il risultato finale o la vita stessa del paziente. Soprattutto in chirurgia. Sanguinamenti improvvisi in sala operatoria dovuti a errori umani di anestesisti o addetti di sala. Improvvisa crisi epilettica di grande male durante l'estrazione di un dente del giudizio. Crisi cardiaca improvvisa in studio. Attacco di panico con simulazione di shock anafilattico. Arresto respiratorio in paziente anziano sedato. Oppure dover operare un personaggio pubblico e garantire la sua presenza in televisione davanti a millioni di telespettatori il giorno dopo. Questa è storia della mia vita.
In questi casi la logica, la razionalità, le nozioni e i protocolli...non funzionano più. E' il momento di far funzionare quel 95% dell'immenso hardware che abbiamo tutti a disposizione. Altrimenti sei fottuto! E a nulla vale il farsi prendere dal panico e dire – ma io restringo il campo delle cose che faccio così posso mantenere il controllo razionale della situazione. Faccio solo le otturazioni o l'endodonzia così non rischio e vivo felice e a lungo! Tac...un bel giorno ti sviene un paziente in studio e va in arresto cardiaco, e a te viene l'infarto.
Ma io non posso studiarmi tutta la medicina e chirurgia d'urgenza per poter stare tranquillo? No, che non puoi. E' troppa roba. Devi capire come fare a uscirne fuori con 4 nozioni che ricordi dall'università, dai libri, persino dalle 300 puntate di dr. House che ti sei guardato la sera sprofondato nel divano di casa in preda a coma iperglicemico! Devi imparare a pensare in modo orizzontale. Ad essere creativo. Ad usare l'intuizione.

Con un pò di pazienza ho messo insieme i pezzi del puzzle delle mie esperienze sul campo e ho tratto le conclusioni. Ho letto qualche libro e mi sono reso conto che l'argomento è ben conosciuto in altri settori, tipo il marketing. Il mio rammarico è che a noi medici non viene insegnato nulla di ciò.
E' mio desiderio approfondire questo argomento. Che tocca tutte le discipline. Anche quella dell'odontotecnico, quando ad esempio non riesce ad uscire dal "tunnel" di una anatomia dentale che ha in testa. Che è assolutamente inconsapevole di usare sempre la stessa forma di dente. Una sorta di corto-circuito creativo.
Altro che programmazione estetica computer-assisted. Chiedete ai Michelangelo, i Bernini o ai Giotto e ai Picasso come hanno creato i loro capolavori.


La chirurgia si presta molto al nostro caso. In chirurgia il "fattore individuale" meglio detto "imprevisto", gioca un ruolo importante. E' sempre dietro l'angolo che ti aspetta. La teoria è necessaria, ma quando il paziente attacca a sanguinare o a star male deve salire in cattedra l'intuizione. Durante un'operatività LIVE è possibile in modo consapevole dipanare il flusso del pensiero orizzontale. E' una cosa che io ho già sperimentato nei miei corsi one-to-one. Lavorando al microscopio e potendo trasmettere le immagini ad uno schermo, lo studente vede e vive ogni attimo dell'operatività. Tutto il percorso decisionale è in chiaro. Soprattutto la modalità di ragionamento. Quando attivare il pensiero analitico-logico-verticale e quando invece affidarsi all'intuizione. Come fare ad attivarla. Come incrementare l'utilizzo consapevole del pensiero creativo nell'esercizio della professione.
Cari amici, ci vediamo presto. In diretta.
Kiev, febbraio 2016.

massimo mazza

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