Un pomeriggio con me & il Microscopio

"Noi conosciamo troppo poche cose e siamo cattivi scolari: per questo motivo ci è necessario mentire..." - Così parlò Zarathustra – Friedrich Wilhelm Nietzsche

 

Quante volte ho sentito la frase: ma io ci vedo benissimo anche senza ingrandimenti ottici. Oppure, a fronte delle tantissime – più di 5000 – immagini che ho postato sui socials, leggo – ma io faccio le stesse cose anche senza microscopio. O ancora peggio: usare il microscopio fa male agli occhi e provoca il distacco di retina.

Ha ragione Nietzsche, noi adoriamo mentire. Soprattutto a noi stessi. La mente umana è fatta così. Non accetta le perdite e mal digerisce i difetti propri (Daniel Kahneman – premio Nobel per la psicologia).

Orde di conferenzieri avidi di partecipanti si affannano a convincere gli sprovveduti avventori che il microscopio non è uno strumento necessario per lavorare bene. Hanno paura di spaventare i propri "corsisti".

Mentono i conferenzieri. Mentono con fervore. Con una sorta di dissonanza cognitiva perchè anche uno scolaretto di scuola media inferiore capisce che il maggior ingrandimento, la maggior risoluzione dei dettagli comporta un miglioramento della visione.

Ma noi adoriamo essere ottusi quando ci fa comodo.

Basterebbe avere una qualche idea di come funziona il meccanismo neurologico della visione per capire che colui che dice di vedere in realtà è vittima di un'illusione.

Perchè?

Semplicemente il nostro cervello è il più smaliziato e fantasioso dei creativi.

La gran parte di noi è convinta che la visione attraverso i nostri occhi sia semplicemente una "proiezione" di contenuti su di uno schermo 3D che noi avremmo da qualche parte nella corteccia cerebrale. Ne più ne meno che una videocamera collegata con una presa HDMI ad un TV ultra piatto. Non funziona così.

E' dagli anni '50 che i neurofisiologi (Gombrich, Kuffler, Hubel, Wiesel) hanno scoperto che l'immagine viene "smontata" a livello della retina, tradotta in impulsi elettrici e scomposta in elementi figurativi primitivi (triangolo, cerchio, quadrato e linea). E questa è solo la prima stazione del viaggio che compie l'informazone visiva.

Vi piacciono i quadri di Kandinskij vero? Il famoso precursore della pittura astratta. Sono belli da vedere con tutte quelle linee e disegni strani e colorati. In realtà quelli che sembrano scarabocchi casuali rappresentano gli elementi figurativi primitivi della visione umana.

I pittori di primo '900 già lo avevano capito. Le neuroscienze ci sono arrivate 60 anni dopo.

Io lo ho capito solo adesso. Finalmente posso andare ad una mostra di Kandinskij.

Ma torniamo alla neurologia della visione.

Gli impulsi elettrici frutto della destrutturazione dell'immagine viaggiano attraverso stazioni intermedie come i corpi genicolati laterali del Talamo e arrivano alla corteccia visiva primaria a livello del lobo occipitale. Qui vengono ricomposti in una del tutto nuova immagine virtuale.

Attenzione, virtuale e non reale!

Perchè?

Perchè durante il suo percorso l'impulso elettrico subisce una serie di trasformazioni:

  • interpretazioni, aree temporali per il riconoscimento facciale o di oggetti,

  • inibizioni, sistema limbico, soprattutto ippocampo e amigdala

  • integrazioni, aree della memoria a breve medio e lungo termine nella corteccia prefrontale.

Cosa significa tutto questo.

Che dove il cervello è a corto di informazioni lui aggiunge ciò che gli "sembra" più adatto: implementa. Implementa non a casaccio. Implementa a secondo delle esperienze precedenti dei ricordi dello stato emotivo o anche di soli preconcetti. Della serie – se io sono convinto di vedere qualcosa ecco che il mio cervello ci pensa lui a confezionarmi l'immagine che più mi si confà. Un vero lavoro creativo.

La risultante di tutto ciò è che:

  1. l'osservatore che sostiene di vedere anche senza microscopio in realtà è vittima di un illusione terribile; lui non vede ma non lo percepisce. Il frescone quindi è assolutamente in buona fede.

  2. Che quando il cervello si abitua ad un'informazione più completa come quando si utilizza un microscopio, ci si disabitua al giochino del "riempire" i buchi neri delle immagini: la sensazione di diventare ciecati è giusta ma non corrisponde ad un difetto ottico. E' solo una mancanza di allenamento neurologico: insisti e vedrai che recupererai la straordinaria capacità di vedere anche ciò che non esiste!

  3. Che l'utilizzo del microscopio possa danneggiare la retina è una grande cazzata.

    Perchè? Leggi il Post Scriptum.

Ma di tutto questo non si parla.

Corsi e corsettini si limitano a dare qualche sparuta e inutile informazione su come è fatto un microscopio (in genere il titolo più patetico è "anatomia del microscopio") e a quanto può essere utile per la ricerca dei canali in endodonzia.

Il Microscopio è uno strumento di percezione di una realtà diversa. Un pò meno influenzata dal nostro cervello che già di suo è poco obbiettivo.

Un balzo quantico che permette l'acquisizione di informazioni meno filtrate dal SNC e quindi utili al miglioramento delle nostre performance professionali: più vedo – più conosco – più possibilità ho di migliorare.

E' uno strumento che facilita. Non complica.

E' uno strumento che velocizza. Non rallenta.

E' uno strumento che migliora. Non peggiora.

La vita professionale.

La vita personale.

La vita.

 

m.m.

 

PS

il 24/05/2018 dalle 16 alle 18

ai primi 10 che invieranno IMMEDIATAMENTE una mail a [email protected]

con i propri dati personali (nome, cognome, numero di telefono, e-mail) verrà offerto GRATUITAMENTE libero accesso al mio studio.

Sarà un incontro informale con il meglio della tecnologia in materia di microscopia odontoiatria (Zeiss Pentero – Zeiss ProErgo – Zeiss Extaro 300). Io non sono un rivenditore Zeiss. Vi mostrerò

  • il layout ideale per lavorare al microscopio,

  • parleremo di ergonomia operativa,

  • vi spiegherò perchè il microscopio non PUO' danneggiare la retina e

  • potrete provare voi stessi a maneggiare macchine di "diversa cilindrata".

    Dopo di che ... tutti a spasso nella zona aperitivi dell'Arco della Pace a Milano.

Quest'offerta è riservata ai soli colleghi Italiani. Per adesso ... in futuro vedremo :)

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